Il cibo che dura a vita eterna

“Adoperatevi non per il cibo che perisce,
ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà”. (Giovanni 6:27)

Negli ultimi tempi siamo quasi ossessionati da notizie provenienti da ambienti spirituali e non, riguardanti movimenti strani, sette religiose nuove, movimenti e atteggiamenti spiritualoidi, presunti legami fra “x” e “y” dai quali si evincerebbe la “qualità spirituale” di qualcuno o di qualcosa…; insomma, ne abbiamo per tutti i gusti.

Il principio pubblicitario “se lo conosci lo eviti” vale nelle cose di Dio? Leggendo il Nuovo Testamento apprendiamo il cristiano è chiamato a conoscere Cristo; è molto significativo l’atteggiamento di Paolo quando dichiara “mi proposi di non sapere altro fra voi, fuorché Gesù Cristo e lui crocifisso” (1Corinzi 2:2). E ancora il profeta Osea “Conosciamo il SIGNORE, sforziamoci di conoscerlo!” (Osea 6:3).

Certo il cristiano è chiamato anche ad osservare quello che accade intorno a lui; Gesù disse infatti: “Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino”(Luca 21:31)…

quindi vedremo delle cose; dovremo raffrontare delle situazioni; capire, con l’aiuto dello Spirito Santo, se queste cose sono o meno conformi alla Parola di Dio… ma la Parola di Dio stessa ci dà l’istruzione necessaria! Non credo sia saggio concentrare una condotta cristiana spendendo in maniera esasperata (esasperata) il tempo, le sostanze, le energie che il Signore ci concede per capire come funziona “il mondo del male” e via dicendo.

 “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna”. (Giovanni 6:27)

È vero, la Parola ce lo impone:

“Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele;” (Efesini 5:11)… denunciatele! sicuramente… sicuramente… ma quanto tempo spendiamo al giorno per cibarci della Parola di Dio e per stare in preghiera davanti al Signore? Per chiedere le forze per stare ritti e stabili in Cristo? E quanto altro invece usiamo per approfondire la conoscenza di quello che comunque sarà destinato alla distruzione?

Cristo è una realtà, non un tema culturale.

 

tratto da http://francescoturco.org

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